venerdì 27 marzo 2009

Diretta Congresso Costituente del PDL

sabato 14 febbraio 2009

Siamo sicuri che sia stato il Governo a violare la Costituzione e a forzare la separazione dei poteri?

Posto che la Corte d'Appello di Milano che ha decretato la liceità della sospensione della nutrizione e dell'idratazione di Eluana Englaro non ha acquisito agli atti le testimonianze che avrebbero contraddetto quanto sostenuto dal di lei padre; posto che l'accertamento della volontà di Eluana avrebbe dovuto essere effettuato da un giudice penale e non da un giudice civile come è invece avvenuto, essendo la sospensione dell'alimentazione atto che incide sul bene primario della vita; posto che quella della Corte d'Appello non è una sentenza ma un procedimento di volontaria giurisdizione, avvenuto senza contradditorio, e che non ha le caratteristiche giuridiche della sentenza (appellabilità e poi defintività); posto che la Costituzione italiana tutela il diritto alla vita (articolo 2) e riserva la funzione legislativa alle Camere e al Governo (articoli 70-82); posto che, per quanto detto sopra, la frase "il fondamentale principio della distinzione e del reciproco rispetto tra poteri e organi dello Stato non consente di disattendere la soluzione che per esso è stata individuata da una decisione giudiziaria definitiva sulla base dei princìpi, anche costituzionali, desumibili dall'ordinamento giuridico vigente", contenuta nella lettera del presidente Napolitano al Governo, travisa la realtà del diritto; posto che il capo dello Stato ha facoltà di persuadere il Governo a ritirare un decreto urgente, ma non a negare la sua firma a meno che esso non sia un palese attentato alla Costituzione; premesso tutto questo, chi e che ha violato la Costituzione?

giovedì 16 ottobre 2008

Occupazione Università di Genova

Chi ieri si trovava nella Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Genova, poteva pensare di essere tornato al ’68 durante il compimento di quei atti i cui effetti nefasti sono ancora oggi ben visibili nella Nostra società.
L’Università è, o almeno dovrebbe essere, il luogo in cui vengono trasmesse la cultura e la conoscenza.
Ieri, a causa di un nutrito gruppo di esaltati, l’Università non ha potuto svolgere il suo importante ruolo sociale. Aule occupate, lezioni sospese e insegnanti insultati hanno caratterizzato la mattinata dei giuristi, non consentendo così ai veri Studenti (molti dei quali provenienti dal Piemonte o da lontane città della Liguria) di poter apprendere il sapere giuridico e costruire così le basi della Loro futura vita professionale.
In nome di “un’Università libera ed accessibile a tutti” (così recita il volantino distribuito) è stata occupata la Facoltà negando così, ironia della sorte, il diritto allo studio degli stessi Studenti. Fortunatamente la maggioranza degli Studenti ha protestato civilmente contro questo abuso, invocando ripetutamente il proseguimento delle lezioni e l’intervento della forza pubblica. Tuttavia anche questa volta i responsabili dell’Università non si sono adoperati per la tutela dei diritti degli onesti Studenti che assistevano alle lezioni. La connivenza tra questi manifestanti, facilmente riconducibili agli ambienti di Sinistra, e gran parte dei docenti è ormai sotto gli occhi di tutti: l’Università è considerata proprietà esclusiva dei “sinistroidi”. Questa è una situazione che deve finire. I Cittadini hanno espresso la Loro volontà alle ultime elezioni e questi facinorosi, volenti o nolenti, dovranno ben presto capire che lo Stato non arretrerà più di un solo millimetro. E’ arrivato il momento di porre mano alla riforma del fallimentare sistema educativo italiano e nessuna manifestazione potrà impedire che ciò avvenga: i privilegi avranno fine.
Questi “signori”, simbolo del clientelarismo e del disfattismo nazionale, comprenderanno che gli Italiani non sono con Loro, ma sono con il Governo Berlusconi e con il Ministro Gelmini.

Marco Ghisolfo
Commissario Forza Italia Giovani Loano

venerdì 10 ottobre 2008

Intervista

Intervista del sottoscritto pubblicata da "Il Ponente" (4/10/2008).


domenica 28 settembre 2008

SS. Cosma e Damiano

Sabato 27 Settembre, come ogni anno da tempo immemorabile, presso la Cappella del Poggio è stata celebrata la festa dei SS. Cosma e Damiano, due fratelli medici militari anàrgiri che secondo la tradizione subirono il martirio durante le persecuzioni dell’Imperatore Diocleziano (303 d.C.). Sebbene oggi non si svolgano più quei famosi pranzi e giochi nei campi che caratterizzavano la festa fino agli anni Sessanta, ancora oggi è forte la devozione e numerosi Loanesi salgono al piccolo santuario. Il culto di questi due Santi è, infatti, uno dei più cari alla popolazione di Loano. Era tradizione che i marinai di Loano, prima di partire per rischiosi viaggi, salissero a questo luogo per chiedere la protezione dei due Santi fratelli e una volta fatto ritorno ripercorressero la strada per ringraziarli.
La processione che ha visto la partecipazione delle due Confraternite Loanesi e dei portatori del gruppo statuario con la loro inconfondibile cappa rossa (simboleggiante il martirio dei due Santi) ha percorso le vie che si snodano fra le colline locali immersi in vasti uliveti. Hanno altresì partecipato la Banda Musicale “S. Maria Immacolata” e in rappresentanza dell’Amministrazione Comunale è intervenuto l’Assessore Luca Lettieri.
Marco Ghisolfo
Commissario Forza Italia Giovani Loano
















































































































































martedì 23 settembre 2008

SS. Nome di Maria

Varie sono le festività celebrate dalla Confraternita dei Disciplinanti Bianchi di San Giovanni Battista, ma quella del SS. Nome di Maria del 12 Settembre scorso gareggia in grandiosità e suggestione con quella dei Turchini della Visitazione della Madonna a S. Elisabetta. Dai documenti conservati negli archivi possiamo addirittura sapere che nel 1755 venne acquistata una grande M fissata sulla facciata della Chiesa e fornita di coppe per potervi posizionare i lumini accesi.
L’origine di questa Solennità risale al 1513, quando Papa Giulio II la concesse alla sola diocesi spagnola di Cuenza ed inizialmente era celebrata il 15 Settembre. Nel 1685 il Beato Innocenzo XI la portò al 12 Settembre, in onore della messa celebrata a Vienna il 12 Settembre del 1683 che suggellava l’alleanza fra l’Imperatore Leopoldo I d’Austria e il Re di Polonia Giovanni III Sobieski portando così alla liberazione della capitale austriaca dai Turchi, e la estese alla Chiesa universale e venendo infine confermata da San Pio X.
Alle 20.30, nella Chiesa Parrocchiale di San Giovanni Battista, sono stati cantati i Vespri Solenni. Alle 21 ha avuto luogo la Solenne Processione che ha percorso Piazza Italia, Via Doria, Via Boragine, Campo Cadorna, Corso Roma, Piazza Mazzini, Via Martiri delle Foibe, Via Ramella, Piazza Massena, Via Ghilini, Via Garibaldi, Via Cavour, Piazza Vittorio Veneto, sostando infine in Piazza Rocca dove il Vicario Generale della Diocesi, Mons. Giorgio Brancaleoni, ha tenuto una predica sulla Madonna ed ha impartito la benedizione eucaristica.
Quella del SS. Nome di Maria è una processione che da sempre affascina i loanesi che hanno partecipato numerosi e che ha visto la partecipazione del Vicesindaco Remo Zaccaria, dei Consiglieri Comunali Umberta Bolognesi e Adriana Guerra e del Consigliere Regionale Pietro Oliva. Alla Solennità sono intervenute, con i loro artistici Crocifissi, 24 Confraternite provenienti dai paesi vicini e da altre Diocesi. Sono intervenuti i Rappresentanti dell'Arma dei Carabinieri, della Marina, della Guardia di Finanza, della Polizia e della Polizia Mnicipale. Hanno prestato servizio il Corpo Bandistico “Santa Maria Immacolata” di Loano e la Banda “Guido Moretti” di Pietra Ligure che hanno magnificamente accompagnato i partecipanti con le loro esecuzione effettuate sotto una spettacolare illuminazione delle vie cittadine.
Marco Ghisolfo
Commissario Forza Italia Giovani Loano



































































































































































































































































































































































sabato 20 settembre 2008

Crisi Alitalia

Siamo ormai giunti all’ultimo atto della classica tragedia (non commedia, poiché non c’è nulla di divertente) all’italiana: Alitalia è ormai indirizzata sulla pista del fallimento, sebbene la speranza sia l’ultima a morire (“Spes ultima dea” recitavano gli antichi).
Gli avvenimenti di questi ultimi giorni devono far riflettere. Dobbiamo avere il coraggio e l’onestà intellettuale di dire basta ai sindacati e di opporci al loro corporativismo e al loro strapotere che non fa altro che premiare gli incompetenti. Sindacati che non si sono accorti di essere entrati nel XXI secolo.
Grazie ai vari Berti, Epifani, Noturo e Tomaselli, un importante tassello italiano viene irrimediabilmente lasciato morire e solo per una cinica logica di difesa dello status quo (vedi status e privilegi) e di puro antiberlusconismo.
Com’è possibile che un dipendente che rischia di essere lasciato a spasso possa festeggiare il ritiro dell’offerta della C.A.I.? Una compagnia ITALIANA che tra l’altro aveva garantito agli esuberi l’80% dello stipendio per i prossimi 8 anni. Trattamenti che i loro colleghi svizzeri non si sarebbero neppure potuti immaginare. Un detto popolare afferma che “la madre degli sciocchi è sempre incinta” e forse questa è l’unica spiegazione sensata e non maliziosa plausibile.
A questo punto che restino tutti a casa e sgomberino i propri uffici. Devono sgomberarli con quei scatoloni che hanno fatto tremare l’America e il mondo intero.
Voler trattare e cercare di trovare un accordo con dei sordi è inutile: tanto vale buttare giù tutto e ricominciare da capo.

Marco Ghisolfo
Commissario Forza Italia Giovani Loano